Blue Book Ecoo 2020

Blue Book Ecoo 2020

Blue Book Ecoo 2020: ruolo sempre più importante per l’ottico optometrista

Con l’invecchiamento della popolazione, i cambiamenti nello stile di vita e l’aumento delle malattie oculari innescate da malattie non trasmissibili come il diabete, la domanda globale di cure oculistiche è destinata ad aumentare. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima già che ci siano almeno 2,2 miliardi di persone in tutto il mondo che hanno problemi alla vista. Secondo l’Atlante della Visione, oltre 6,2 milioni di italiani soffrono di deficit della vista, pari a circa il 6,2% dell’intera popolazione. Come faranno i sistemi sanitari a far fronte a questo aumento dei servizi oculistici? Quali sono alcuni dei passi essenziali che possiamo fare ora per prevenire la perdita della vista evitabile e garantire ai pazienti di ricevere le cure oculistiche di qualità di cui hanno bisogno?

L’ultima edizione del Blue Book (Libro Blu), una pubblicazione di punta dell’European Council of Optometry and Optics – Ecoo (Consiglio Europeo di Optometria e Ottica), fornisce i dati necessari per rispondere ad alcune di queste domande. Il Blue Book di Ecoo fornisce un’istantanea unica dello stato dell’optometria e dell’ottica in tutta Europa e contiene dati sul numero e le dimensioni della professione in ogni paese, lo status e l’ambito di esercizio della professione, il suo ruolo nella sanità pubblica e l’istruzione e la formazione fornita. L’indagine utilizza come riferimento il modello globale di portata della pratica basato sulle competenze sviluppato dal World Council of Optometry – Wco (Consiglio Mondiale di Optometria).

In particolare, il Blue Book consente di analizzare come queste professioni possano svolgere  appieno il loro ruolo all’interno del sistema di cure primarie come fattori chiave per un accesso più tempestivo ai servizi oculistici. In alcuni Paesi le professioni possono svolgere un ruolo più avanzato, mentre in altri c’è ancora molta strada da fare; gli ottici optometristi in alcuni paesi potrebbero contribuire ancora di più a ridurre l’onere della disabilità visiva sui sistemi sanitari.

Sulla base del modello del Wco, gli ottici italiani sono stati considerati come il primo livello di optometristi.

I dati sull’Italia nel Blue Book mostrano che ci sono 3,64 optometristi ogni 10.000 abitanti, rispetto alla media europea di 1,51 optometristi ogni 10.000 abitanti. Con l’aumento del numero di studenti che ogni anno completano la loro qualifica ed entrano a far parte della forza lavoro, il numero di professionisti continuerà a crescere. Oggi si stima che in Italia si siano laureati 1300 studenti con un background in optometria, il che è incoraggiante. La formazione, integrata da linee guida di pratica professionale, garantisce un’assistenza di alto livello.

Con Covid-19, è stato riconosciuto che gli ottici optometristi potrebbero contribuire a ridurre la pressione sui sistemi sanitari riducendo l’onere della disabilità visiva, in quanto gli ospedali sono stati chiusi e hanno dovuto affrontare un arretrato di casi.

Anche l’accesso ai punti vendita al dettaglio e alle pratiche è un aspetto che dobbiamo considerare. Il Blue Book riporta che in Italia ci sono 1,82 punti vendita ogni 10.000 abitanti, anche se possono esistere differenze tra le regioni del nord e del sud.

Il Blue Book di Ecoo è stato concepito per assistere i responsabili politici fornendo un quadro chiaro della domanda di risoluzione dei problemi della disabilità visiva, nonché dati a sostegno delle politiche e dei programmi che facilitano lo sviluppo della professione.

FONTE: federottica

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